Sentenza del 20 dicembre 2011: Si all’alcool test effettuato in ospedale senza il consenso informato nell’ipotesi di incidente stradale

Nella ipotesi in cui i prelievi ematici vengano effettuati durante le cure di pronto soccorso, possono essere utilizzati anche senza il consenso espresso dell’informato, ai fini del rilevamento nel sangue di cannabinoidi o alcool.

Così i giudici della Suprema Corte di Cassazione con la sentenza 20 dicembre 2011, n. 46988.
Si, quindi, per i giudici di legittimità, all’alcool test effettuato in ospedale senza il consenso informato nella ipotesi di incidente stradale.

Nella decisione in commento all’automobilista, portato al pronto soccorso in seguito all’incidente stradale, i prelievi ematici hanno rilevato la presenza nel corpo non solo di alcool nella misura di 0,86g/l, secondo scaglione di gravità (art. 186 cds), ma anche di cannabis.In seguito a ciò la Procura metteva sotto sequestro i campioni di sangue per altri accertamenti.

Il citato provvedimento di sequestro veniva impugnato dalla difesa dell’indagato, in quanto nessuno gli aveva chiesto il consenso ad essere sottoposto a controlli (nonostante fosse perfettamente vigile al momento).Il Tribunale rigettava la richiesta (tesi confermata in Cassazione) sostenendo che i controlli erano stati effettuati legittimamente. I Giudici di Piazza Cavour hanno, infatti, precisato che il fatto che i prelievi siano stati effettuati nell'ambito di cure è provato e le affermazioni della difesa sono prive di riscontro. Da ciò ne consegue il rigetto del ricorso.

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