Legittimità costituzionale in ambito di trattamento sanzionatorio previsto dalla recente disciplina sull’omicidio stradale.

“Il Tribunale penale di Torino, con l’Ordinanza depositata l’8 giugno 2018, ha dichiarato rilevanti e non manifestamente infondate, due questioni di legittimità costituzionale in ambito di trattamento sanzionatorio previsto dalla recente disciplina sull'omicidio stradale."

Precisamente:

  1. in materia di lesioni personali stradali gravi o gravissime, di cui all’art. 590 bis c.p. (nella versione modificata dall’art. 1, comma II, della Legge 23 marzo 2016, n. 41), e dell’art. 590-quater c.p.(computo delle circostanze), in relazione agli artt. 3 e 27 Cost., nella parte in cui si prevede il divieto di prevalenza e/o equivalenza dell’attenuante speciale prevista dall’art. 590 bis, comma VII c.p., in conformità del quale “nelle ipotesi di cui ai commi precedenti, qualora l’evento non sia esclusiva conseguenza dell’azione o dell’omissione del colpevole, la pena è diminuita fino alla metà”. La questione concerne quindi il computo delle circostanze, attenuanti ed aggravanti, nella quantificazione della pena che, nell’attuale formulazione della norma incriminata, arginerebbe la discrezionalità del giudice, provocando un aumento sproporzionato e irragionevole della condanna, pure nelle ipotesi di colpa minima.
  2. in tema di revoca della patente di guida e della mancata possibilità di conseguire una nuova patente di guida prima che sia decorso un quinquennio dalla stessa revoca (art. 222, nel combinato disposto dei commi II e c. III ter del Codice della strada). A cadere sotto la lente di costituzionalità sarebbe quindi il provvedimento di revoca della patente, con la connessa impossibilità di sostenere un nuovo esame di guida per almeno un lustro, e che opera, in via automatica, per tutte le fattispecie di condanna, compreso il patteggiamento. I due commi porrebbero sullo stesso piano, applicando la medesima sanzione, senza concedere possibilità di graduazione, a fatti-reato differenti sul piano dell’evento (omicidio colposo e lesioni gravi o gravissime) e frutto di condotte sia eterogenee che già previste con graduazione delle pene, dagli articoli 589 bis e 590 bis c.p.

Entrambe le questioni sono emerse nel corso del processo penale dove si esamina una vicenda occorsa in Moncalieri, nel 2016, dove una signora veniva investita da un’automobilista che non aveva rispettato l’indicazione semaforica di arresto, riportando lesioni personali guaribili in 60 giorni. Alla donna travolta dalla guidatrice veniva tuttavia addebitato un concorso di colpa, poiché, a sua volta, aveva attraversato la strada col semaforo rosso”.

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