Il danno patrimoniale si presume oltre il 25% di danno biologico

Lo ha stabilito la Sezione III Civile della Cassazione con la sentenza n. 2348 depositata il 31 gennaio scorso.

La grave invalidità permanente (nella fattispecie, alla vista e pari al 25%) non consente alla vittima la possibilità di attendere a lavori generici e integra non già lesione di un modo di essere del soggetto, rientrante nell'aspetto del danno non patrimoniale costituito dal danno biologico, quanto un danno patrimoniale attuale in proiezione futura da perdita di chance, ulteriore e distinto rispetto al danno da incapacità lavorativa specifica, e piuttosto derivante dalla riduzione della capacità lavorativa generica, il cui accertamento spetta al giudice di merito in base a valutazione necessariamente equitativa ex art. 1226 cod. Civ. (Cass. 12 giugno 2015, n. 12211)

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