Alcoltest: mancato avviso al difensore rilevabile fino alla sentenza di primo grado

La nullità conseguente al mancato avviso al conducente del veicolo, prima dell'alcoltest, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, può essere tempestivamente dedotta sino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado.

E' quanto emerge dall'ordinanza 8 ottobre 2018, n. 24689 della Corte di Cassazione, Seconda Sezione Civile.

Secondo i giudici di merito, il mancato avvertimento della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia darebbe luogo ad una nullità a regime intermedio, che rimarrebbe sanata se non dedotta prima del compimento dell'atto o, in caso di impossibilità, immediatamente dopo il compimento del medesimo atto, con memoria o richiesta, mentre nel caso di specie, la nullità era stata dedotta per la prima volta con l'atto di opposizione ex L. n. 689 del 1981.

Già la sentenza delle Sezioni Unite Penali della Corte di Cassazione n. 5396 del 2015 ha affermato che la nullità conseguente al mancato avvertimento al conducente di un veicolo, da sottoporre all'esame alcolimetrico, della facoltà di farsi assistere da un difensore di fiducia, in violazione dell'art. 114 disp. Att. c.p.p., può essere tempestivamente dedotta, a norma del combinato disposto dell'art. 180 c.p.p., e art. 182, comma 3, secondo periodo, c.p.p., fino al momento della deliberazione della sentenza di primo grado.

Deve quindi escludersi che una qualsiasi nullità debba essere personalmente eccepita, a pena di decadenza, dal soggetto indagato o imputato, non solo nell'immediatezza dell'atto nullo ma anche successivamente, poiché tale soggetto non ha, o si presume per postulato legale che non abbia, le conoscenze tecniche indispensabili per apprezzare che l'atto o il mancato atto sia non rispettoso delle regole processuali, e per di più che egli debba attivarsi per eccepire ciò, entro certi termini, a pena di decadenza.

Leggi l'ordinanza.

(Fonte: Altalex)

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